Echi di donne: grida di terrore, lacrime, sangue.
Non restano che solchi profondi
sul viso stanco.
Svaniti i sogni romantici di un tempo,
ora solo scene mute:
un silenzioso teatro di intimi oltraggi.
Femminilità calpestate,
amori rubati,
deturpate bellezze.
Corpi tumefatti,
vite spezzate.
Rese fragili dalla paura,
violentate,
inchiodate al silenzio,
incapaci di rialzarsi.
Vittime di chi non conosce il senso dell’amore,
ma solo il linguaggio distorto del possesso.
Eppur si levano voci di donne che tremano,
ma non cedono.
E, in memoria,
con coraggio,
unite,
chiediamo giustizia
invocando per tutte il meritato rispetto e il vero amore.
Tespi Il carrodi Testo e lettura di Elisa Aspresso












